L'ECCELLENZA NELLA CURA DELLE DIPENDENZE COMPORTAMENTALI
L'ECCELLENZA NELLA CURA DELLE DIPENDENZE COMPORTAMENTALI

Programma Terapeutico Multimodale Integrato della S.I.I.Pa.C

Nome della comunità: “Sliding Doors”

 

La SIIPaC, nasce nel mese di gennaio del 1999 ed è la prima struttura in Italia a porsi l’obiettivo di studiare ed approfondire il fenomeno del Gioco d’Azzardo Patologico, al fine di offrire un efficace programma di intervento, non solo a chi ne è direttamente colpito, ma anche ai suoi familiari.

Per fare ciò l’associazione si avvale della collaborazione di professionisti specializzati in varie discipline pertinenti all’ambito socio-sanitario. In particolar modo esperti di terapia familiare e di coppia, di terapia cognitivo comportamentale, specialisti in psicodinamica, ed educatori.

Dell’entourage clinico fanno parte, inoltre, figure professionali della psichiatria e della medicina generale, esterne alla struttura.

La comunità terapeutica SIIPaC si occupa anche di problematiche di dipendenza comportamentale riferibili alla sfera sessuale (pornografia), a quelle delle tecnologie (internet), alla dipendenza da lavoro, e di tutte le altre dipendenze comportamentali che in un certo qual modo compromettono lo stile di vita della persona che ne è affetta e dei suoi familiari.

Il Centro Terapeutico creato del dott. Cesare Guerreschi, sito a Bolzano in via Maso della Pieve 60/A, è sostenuto dal comune del capoluogo altoatesino, a salvaguardia di garanzie di professionalità uniche, e all’avanguardia.

Guerreschi crea lo Sportello Info-Azzardo per rispondere alle varie richieste dell’utenza, fornendo informazioni dettagliate, anche a mezzo telefono.

Nello specifico:

  1. Informazioni e consulenza sia ai giocatori patologici che ai loro familiari;
  2. Informazioni e consulenza per tutti gli altri tipi di dipendenze trattate;
  3. Informazioni sui protocolli clinici SIIPaC e l’eventuale percorso terapeutico;
  4. Dettagli circa il percorso terapeutico in regime semiresidenziale.

Guerreschi propone corsi di formazione per personale appartenente alle strutture di prima accoglienza dei servizi sanitari e del terzo settore in genere, che si trovano maggiormente a contatto con i giovani. Il fine sarà quello di offrire conoscenze di base per una individuazione precoce della sintomatologia da comportamento dipendente.

Spazi informativi sono previsti anche per le famiglie delle persone coinvolte in una dipendenza comportamentale, con il coinvolgimento, ove possibile, di istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Cosa sono le nuove dipendenze cosiddette “New Addiction”.

Per nuove dipendenze si intendono tutti quei comportamenti attraverso i quali si stabilisce una “relazione” disfunzionale con un’oggetto, una persona, una situazione, in modo unico, esclusivo, e imprescindibile. Il comportamento dipendente viene agito come in una condizione di sudditanza psicologica, per la quale la persona non trova altro modo per esprimere il suo dolore e la sua richiesta di aiuto, se non attraverso questo tipo di compromesso emotivo, affettivo, relazionale.

Per parlare di dipendenza si fa riferimento essenzialmente a quattro caratteristiche cliniche, che devono essere presenti, nel comportamento che la persona dipendente mette in atto:

  1. Il “Craving” (impulso), e cioè un desiderio irrefrenabile di porre in essere un comportamento che solo in quei momenti darà – come risposta percepita – una condizione di “benessere” che a lungo andare risulterà effimera;
  2. Il “Lack of control”, e cioè la perdita totale di controllo che si presenta quando il soggetto ricerca in modo ossessivo quel tipo di comportamento, che lo porta in qualche modo ad allontanarsi dalla sofferenza che prova;
  3. La tolleranza, e cioè la necessità di aumentare gli agiti comportamentali, per raggiungere gli stessi effetti sperimentati nel comportamento precedente;
  4. L’astinenza, e cioè la condizione di sofferenza psicofisica che si instaura in modo speculare alla mancanza o all’interruzione del comportamento dipendente.

Il Percorso Terapeutico

Il percorso terapeutico Siipac si articola lungo un iter standardizzato che, nello specifico però, protende lo sguardo all’individualità della persona, della sua sofferenza, e a quella dei suoi familiari.

Generalmente vengono utilizzate metodiche cliniche di valutazione della personalità dipendente, attraverso il cosiddetto modello multimodale di intervento BASIC-ID.  La personalità, secondo questo strumento di analisi, è il prodotto di sette caratteristiche umane diverse: Il Comportamento, le Emozioni, le Sensazioni, l’Immaginazione, la Cognizione, le Relazioni Interpersonali, le Funzioni Biologiche. Ulteriori strumenti adottati, a tale scopo, sono quelli riguardanti la somministrazione di test di personalità, e di test proiettivi.

Inoltre l’approccio terapeutico Siipac si avvale di interventi multidisciplinari che includono specialisti di psicologia sistemico relazionale, cognitivo comportamentale, e psicodinamico. Dell’entourage clinico fanno parte, altresì, esperti di medicina generale e di psichiatria.

Gli interventi terapeutici comprendono nella loro messa in atto: Colloqui individuali e familiari, terapia di gruppo, gruppi monotematici e informativi, gruppi AMA, gruppi musica e gruppi film, laboratori di arteterapia e scrittura creativa.

I punti di forza della terapia sono:

  • La possibilità di condividere il proprio disagio con altre persone che vivono situazioni simili, ma a differenza dei gruppi di auto aiuto il lavoro viene strutturato sotto la guida e la supervisione di uno specialista;
  • L’esperienza vissuta in gruppo facilita la comprensione del proprio disagio anche attraverso l’osservazione dell’altro;
  • I limiti e gli ostacoli vengono affrontati in un’ottica di condivisione, che alleggerisce il singolo dalla sensazione di essere “l’unico” a vivere quel tipo di difficoltà nel processo di cambiamento;
  • Gli strumenti utilizzati durante il percorso terapeutico, si arricchiscono dell’esperienza di più persone che li sperimentano;
  • I colloqui individuali con gli psicoterapeuti permettono di consolidare il lavoro terapeutico nel suo insieme e di fornire risposte adeguate circa la problematica sofferta.
  • La terapia di coppia propone di agire direttamente sull’equilibrio della relazione agendo sui punti di forza che contraddistinguono entrambi i coniugi. L’obiettivo si proporrà di raggiungere un riassetto più equilibrato degli aspetti emotivi, affettivi, ed intimi, dei partecipanti.

La Comunità Terapeutica

La Comunità Terapeutica va intesa come struttura Psico-Socio-Riabilitativa, finalizzata al trattamento psicoterapeutico, e al reinserimento sociale dell’utente. La SIIPaC si identifica in tale tipo di comunità ed offre ai pazienti una permanenza presso le proprie strutture in regime semiresidenziale.

Fin dal momento del suo arrivo il paziente viene messo in grado di sviluppar le sue problematiche mediante un confronto con la realtà mediato dalle terapie. I metodi terapeutici possono completarsi a vicenda e sono indirizzati a tutte le aree esistenziali: Dalla riabilitazione somatica, alle esperienze fisiche, dalla gestione del lavoro e del tempo libero ad una utile finalizzazione dei propri sforzi e una valutazione e adeguamento dei mezzi dell’utente.

I Servizi terapeutici della comunità sono:

  • Informazioni sulla dipendenza
  • Costruzione di motivazioni terapeutiche
  • Analisi del comportamento
  • Terapia di gruppo e individuale
  • Training di rilassamento
  • Gioco dei ruoli
  • Offerta di strategie per la risoluzione dei problemi
  • Seminari con familiari e partner
  • Terapie di attività e di lavoro
  • Terapia incentivante l’espressione della creatività
  • Attuazione di nuovi comportamenti nel tempo libero

Obiettivi prefissati a breve e lungo termine:

  • Aumento e creazione delle capacità costruttive e assunzione di responsabilità
  • Dimostrazione e conoscenza dei propri limiti personali
  • Sviluppo della disponibilità alla cooperazione
  • Aumento dell’autostima e della fiducia in sé
  • Sviluppo di un’ampia capacità di comprensione
  • Le delusioni devono essere prima sopportate e poi elaborate
  • Condurre il paziente ad un’adeguata gestione del tempo libero
  • Sviluppo della creatività

Traguardi terapeutici

  • Astinenza
  • Riabilitazione fisica
  • Riabilitazione psichica
  • Integrazione sociale
  • Condotta di vita autonoma


La Terapia Multimodale Integrata

La terapia multimodale nasce negli anni ‘50 all’Università di Palo Alto, negli USA, con l’obiettivo di strutturare degli interventi ad hoc, e dunque esclusivi, nel rispetto dell’individualità di ognuno.

Alla base di questo modello vi è il cosiddetto “Ecclettismo Sistematico”, ovvero l’utilizzo di varie tecniche di intervento, senza una netta adesione ai principi o alle teorie che le hanno generate.

Il terapeuta, con il proprio schema teorico di riferimento, può utilizzare tecniche provenienti da modelli differenti, per raggiungere il risultato desiderato.

L’obiettivo è quello di selezionare il trattamento più efficace e adeguarlo ai bisogni e alla specificità del singolo paziente, scegliendo la strada più conveniente in quella circostanza e non l’unica che il suo modello gli permette.

L’approccio Multimodale (BASIC-ID) concepisce la personalità individuale, come il prodotto di 7 caratteristiche diverse riconducibili al comportamento umano.

  • Behaviour – Comportamenti
  • Affective processes – Processi Emotivi
  • Sensation – Sensazioni
  • Images – Immagini
  • Cognitions – Cognizioni
  • Interpersonal Relations – Relazioni interpersonali
  • D-Biological Functions – Funzioni Biologiche

Assessment Diagnostico

 Pianificazione della full immersion nei tre giorni:

  • Terapia Multimodale (varie tipologie di approccio)
  • Terapia di Gruppo
  • Presa in Carico della famiglia
  • Focus sugli aspetti più intimi che hanno condotto alla dipendenza: analisi della sofferenza
  • Gruppi A.M.A. (Auto Mutuo Aiuto)
  • Laboratori (artistici, emotivi, corporei, training autogeno, empowerment)
  • Psico-educazione, Psico-motricità

1° giorno: Accoglienza. Il paziente e l’eventuale accompagnatore (familiare o persona di riferimento), partecipano a incontri di gruppo, colloqui individuali e gruppi informativi.

2° giorno: Motivazione. Somministrazione di test psicologici, visita psichiatrica, (tutoraggio economico e assistenza legale nel caso della dipendenza da gioco patologico).

3° giorno: Consapevolezza. Colloquio di restituzione, con eventuale comunicazione alla persona della diagnosi, indicazione della rispettiva prognosi e proposta di un’eventuale prosecuzione del trattamento terapeutico.

Al termine dei tre giorni di full-immersion il paziente decide se accettare o meno il programma terapeutico, che ha durata variabile a seconda dei casi.

Il percorso terapeutico della SIIPaC, intrapreso dall’equipe specialistica multidisciplinare della nostra comunità, e da tutte le altre figure professionali partecipanti, si pone la necessità di mettere al centro il paziente come portatore di una sofferenza, e la sofferenza delle persone a lui care. L’obiettivo finale sarà quello di ridare nuove e migliori prospettive di vita.

 

 

2017-12-08T13:47:15+00:00