Terapia per dipendenza da gioco d'azzardo

 

Per quanto riguarda il trattamento del GAP, sono necessari vari lavori che insieme possono portare ad una guarigione soddisfacente

 

 

Il programma terapeutico

L'obiettivo della terapia è quello della sospensione della malattia, della disattivazione del comportamento patologico. L'astinenza non è, ovviamente, l'unico obiettivo del trattamento.

Il modello terapeutico è volto ad intervenire su tutti gli aspetti della vita del soggetto, che siano stati coinvolti negativamente dal gioco d'azzardo patologico. Va comunque sempre tenuto presente, che, seppure il modello di trattamento sia unico, esso è destinato ad essere modulato in base alle specifiche esigenze di ogni singolo paziente.

 

I colloqui di motivazione

L’aspetto motivazionale è di fondamentale importanza quando si inizia a trattare una dipendenza. In assenza di motivazione non si può innescare un processo di cambiamento.

Nella maggioranza dei casi l'utente si rivolge alla struttura per cercare un aiuto per risolvere la sua situazione economica; egli non ha consapevolezza della sua situazione rispetto al gioco d'azzardo, facendo risalire le sue disavventure economiche ad un periodo di sfortuna transitoria. Il colloquio di motivazione deve porsi come primo obiettivo quello della costruzione della motivazione al cambiamento, gestendo la resistenza che il soggetto mostra.

Il problema va ribaltato nei suoi termini; va spostato dalla situazione economica ai problemi che il gioco d'azzardo ha prodotto nella vita sociale, affettiva e lavorativa del soggetto. La resistenza del soggetto, oltre ad un frequente diniego della patologia, comune a tutti i dipendenti, si concentrerà sul tentativo di riportare anche questi problemi al momentaneo periodo di sfortuna. Bisogna quindi togliere all'utente l'illusione che una grossa vincita possa cambiare questa situazione, spostando il nodo della questione dalla crisi economica al suo comportamento.

 

La psicoterapia individuale

Risolta la questione della motivazione al trattamento del paziente, inizia la fase della psicoterapia vera e propria. Tra gli obiettivi che la psicoterapia individuale si prefigge, uno dei primi è il superamento della struttura lineare e monotematica del paziente, per giungere alla formazione di un modo circolare e pluritematico di pensare. L'attenzione, durante il trattamento psicoterapico individuale, dovrà focalizzarsi su alcune specifiche problematiche legate al vissuto del soggetto, rispetto a temi quali l'affettività, l'emotività, la sessualità e la socializzazione e, in modo particolare, sulle forme di autoinganno, i vissuti di onnipotenza, gli aspetti difensivi della tendenza a  mentire del paziente e sui problemi relativi ai confini dell'Io e della realtà.

In una prospettiva ad approccio sistemico-relazionale, come quella maggiormente utilizzata in S.I.I.Pa.C., è assolutamente opportuno introdurre all’interno del percorso terapeutico del giocatore la terapia di coppia e quella familiare. Naturalmente non sempre è possibile farlo ma è del tutto auspicabile affinché si possa andare a lavorare sulle dinamiche disfunzionali dell’intero sistema e non solo su quelle della persona dipendente, che si ritroverebbe a rientrare cambiato/guarito all’interno di meccanismi ancora consolidati e rigidamente strutturati non pronti ad accettarlo.

 

La terapia di coppia

Una terapia che agisca direttamente sull'equilibrio della coppia, sulle sue dinamiche relazionali, emotive, affettive e sessuali. In particolare, bisogna ricordare che il gioco d'azzardo patologico, così come le altre dipendenze, è al tempo stesso una malattia ed il sintomo di un disagio precedente allo sviluppo della patologia. Ecco allora che l'intervento dovrà agire anche sul disagio che potrebbe essere stato prodotto da problemi derivanti dalla relazione in essere.

In sostanza, la coppia deve imparare, o reimparare, a riconoscere i propri bisogni reali. Lo scopo della terapia di coppia non è quello di ottenere una coppia perfetta, in costante armonia. Bisogna invece indirizzare gli eventuali litigi verso il confronto, strumento necessario affinché si possano individuare e fissare limiti e confini all'interno del rapporto, evitando l'invasione o lo schiacciamento da parte di un partner verso l'altro.

 

La terapia familiare

Nel trattamento del gioco d'azzardo patologico è importantissimo coinvolgere la famiglia, per mezzo di un'adeguata Terapia Familiare, che la porti nella sua globalità a conoscere ed imparare ad accettare emozionalmente il concetto che il gioco d'azzardo patologico è una malattia, ma che anche le relazioni familiari possono essere malate, venendo a costituire un fattore di nascita e/o di sviluppo del gioco d'azzardo patologico di un suo singolo membro.

Nella terapia familiare, la trasformazione, ovvero la ristrutturazione del sistema familiare, porta al cambiamento, cioè ad una nuova esperienza individuale. Resta comunque inteso che, pur non ignorando ogni singolo componente, la mèta del terapeuta è di attivare le operazioni dell'intero sistema familiare.

 

 

La terapia di gruppo

Nella prima fase della terapia, il terapeuta deve assumere un ruolo "direttivo", che sappia stimolare ed indirizzare i partecipanti. Tale fase prosegue fino al momento in cui il paziente, dopo aver individuato la reale natura dei suoi problemi, inizia a lavorare attorno ad essi. Il terapeuta, nel contempo, facilita le interazioni tra i membri del gruppo, lasciando una responsabilità ed un’iniziativa sempre maggiori ai membri del gruppo.

Ottenuto questo risultato, si attiva la seconda fase, più propriamente terapeutica. Ora i membri del gruppo interagiscono tra di loro, si confrontano, commentano le proprie esperienze e quelle degli altri, rivolgendosi direttamente ad essi e distogliendo l'attenzione dal terapeuta.

La terza ed ultima fase, che interviene a questo punto del trattamento, prevede di responsabilizzare il paziente anche nei confronti degli altri. Le responsabilità attribuite al paziente dovranno essere via via maggiori, passando dalle semplici testimonianze fino alla collaborazione attiva all'interno della terapia di gruppo. Si formerà così una catena, per cui chi è più avanti nel corso della terapia sarà in condizione di aiutare coloro che si trovano in una fase meno avanzata, ottenendo in tal modo stimoli e gratificazioni per qualcosa che viene vissuto come estremamente positivo; inoltre, se condotta in maniera corretta, tale occupazione impedirà di ricadere nella nevrosi che ha dato avvio al gioco d'azzardo patologico.

 

A seconda dei casi, sono inserite nel programma anche attività di

Tutoraggio Economico, di consulenza psichiatrica

e di consulenza legale.

 

 

 

 

 

 

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